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ALESSIO GUARINO | FILM & PHOTOGRAPHY
Authorized pilot APR ENAC
To commission a project, purchase a print, license an image or for more info:  info@alessioguarino.com
Available for all kinds of in-depth assignment work throughout the world
Represented by Carla Pozzi | Milano:  carla@carlapozzi.com

reviews
Esprimersi con la fotografia per Alessio Guarino è stato uno slancio vitale, una scelta esistenziale. Le origini e l’amore giovanile per l’arte sono stati fondamentali, poi la passione di comunicare per immagini lo ha portato a farne la sua professione. Le influenze dall’arte, del cinema e di tanti viaggi, soprattutto in Asia e in particolare in Giappone, dove ha vissuto molti anni e dove tutt’ora ritorna, lo hanno affascinato e da cui è partito tutto. Gli elementi guida del suo operare, i campi visivi, le linee, le diagonali, la composizione e le atmosfere ci restituiscono un mondo tangibile di cui involontariamente entriamo a far parte. Attraverso i suoi scatti si comprendono il tempo e il luogo in una chiarezza euclidea, perché Alessio Guarino sa leggere le stratificazioni di segni e significati che i paesaggi racchiudono. Il passato e il presente, i dettagli in primo piano e le nuvole in lontananza fanno parte di uno stesso attimo, qui e ora… I perimetri segnati da filari di cipressi, una torre, una villa o un campanile ci immergono nello spazio esattamente compreso e descritto. I luoghi sono messi in scena con nitide immagini che esprimono verità, chiarezza e precisione, a volte enfatizzati con sapienti effetti di luci e ombre in un percorso di arte contemporanea concreto e reale. Alessio Guarino ci racconta spesso un mondo in bianco e nero, forse per una scelta rivolta all’essenzialità, al desiderio di narrare forme, composizioni, atmosfere e ambienti naturali, paesaggi e giardini nel cui rigore vengono ad inserirsi il tempo e la storia.
Ines Romitti
There is a deep bond between the natural world and the mind expressed through the photography by Alessio Guarino. His view on his surroundings captivates the link between gardens and the landscape, underlining the distance between designs that are natural and what is artificial. Guarino employs light as his accomplice: sharp at first to define the outlines of the homes and the trees against the skies billowing with Baroque clouds; then soft in the brush-strokes of shadows against the vegetated texture of lawns, leaves, hedges… His shots do not represent the landscape, they belong to it. If there is an interpretation to be had, it is that the observers are guided to the comprehend the thought process that oriented the design choices of Porcinai. This talented photographer possesses the intrinsic instinct that evokes ancestral images, comparing the anthropized landscape of the Tuscan countryside to the controlled-designed arrangement of the gardens. And consequently, by observing the images, observers find themselves locked in the mind of the garden landscaper who has ‘listened’ to the site and intercepted the genius loci. Like a game of Chinese boxes, they will enter the minds of generations of the Men who have molded the natural surroundings of the garden, those who have simply enjoyed the beauty or those, like Guarino, who have extracted their artistic inspiration; heavy with expressed and occult meaning, the observer will also become a part of the future of the surroundings.”
C’è fusione profonda tra mondo naturale e mondo mentale nella fotografia di Alessio Guarino. Il suo sguardo sa cogliere il legame tra giardino e paesaggio, suggerire lo scarto tra naturalità e artificio progettuale. Guarino fa della luce la sua complice inconsapevole: ora cruda nello stagliare i profili delle dimore e degli alberi contro cieli di nuvole barocche, ora morbida nel pennellare le ombre sulle texture vegetali di prati, foglie, siepi. I suoi scatti non rappresentano il paesaggio, ci sono dentro. Se c’è interpretazione è nel guidare l’osservatore nella comprensione del procedimento di pensiero che ha orientato le scelte progettuali di Porcinai. Il fotografo possiede l’istinto di evocare immagini ancestrali, mettendo a confronto il paesaggio antropizzato della campagna toscana con il paesaggio “controllato”- progettato del giardino. E così, osservando le immagini, ti ritrovi a immedesimarti nella mente del progettista del giardino quando ha “ascoltato” il sito per coglierne il genius loci e, come in un gioco di scatole cinesi, nella mente delle generazioni di uomini che con la loro opera hanno plasmato l’ambiente naturale che accoglie il giardino, di quelli che ne hanno semplicemente goduto la bellezza o che, come Guarino, ne hanno tratto ispirazione artistica e, colmo di significati espressi e taciuti, diventi anche tu parte del divenire del paesaggio.
Fulvia Grandizio
Two interesting values can be observed in the work of Alessio Guarino; they were inspired by the exoteric gyre spiral system developed by W.B. Yeats, summarized in The Stone and The Face. In the images immortalized by Alessio Guarino dedicated to architecture and the city, it is not the buildings, the houses, the factories or items depicted that make my heart miss a beat but the definition of the expressions, the presence of the living throughout the space, the hand and the face that emerge from the everyday instruments and penetrate the physical vacuum, the fragility of the existence in the stability of stone and steel; the depth of voices that appear to travel from far in the distance; the effort required to tell the stories of the past, from the sedimentation of time to the lines carved into the faces, like the weathering in the stone walls of the temple.”
Nel lavoro di Alessio Guarino trovo due valori interessanti che, ispirandomi alle Spirali di W.B. Yeats, sintetizzo in la Pietra e il Volto. Nelle immagini di Alessio Guarino dedicate all’architettura e  alla città non sono gli edifici, le case, le fabbriche o gli oggetti  a colpire il mio cuore, ma le architetture dello sguardo, la presenza del vivente nel vuoto degli spazi, la mano e il volto che nell’assenza fisica emergono dagli strumenti quotidiani, la fragilità dell’esistenza nella fissità della pietra, dell’acciaio, del cemento. Nelle sue immagini e nei suoi filmati dedicati alle persone sono attratto al contrario dal tremolio degli occhi, dalla profondità delle voci che sembrano arrivare da lontano, dallo sforzo di raccontare la memoria, dalla sedimentazione del tempo scolpita nei volti così come sulla pietra del tempio.
Virginio Briatore