220KM・LA PIAVE PROJECT

220 km

We left from 2037m above sea level and arrived at 0m elevation. From Sappada, where the spring of the Piave River rises, we followed the stream through the lakes of Calalzo di Cadore and the ancient handmade crafts of Perarolo di Cadore. We crossed the woods of Castellavazzo, reaching Ponte nelle Alpi, and arrived in the piedmont area of Feltre, where the hilly landscape opens up and the stream grows into a river. Beyond its banks, the vineyards and countryside of the Veneto region can be admired, spreading out for kilometres past Valdobbiadene. Afterwards, the river runs along the Montello, of karstic formation and marked by dolines, becoming part of a wide landscape typical of its middle course, with a gravel bed always in motion. The river reaches Ponte di Piave, where fishing and navigation begin, then San Donà di Piave and the reclaimed lowlands. In Jesolo and Eraclea, the river mouth opens into a delta of pristine lagoons, alive with tourism.

A process of knowledge, an exploration, an action-research carried out with feet and eyes and through the hands: LA PIAVE is a 220 km journey across an elusive, iridescent, aquatic land, where the micro and macro melt together, where science and nature, fiction and tale, speak to one another.

It represents the desire for the river — for its banks, for living the river as a place of gathering and encounter: the need to sail it again, to be within it as in a maternal womb.

The river becomes, here, a source of identity: a living being seeking its own physical space to move within, affirming a shared dimension where human activity can coexist in balance.

Through tales, culture, events, traditions, and the economies that belong to it, a community speaks to the river — building a contemporary, multimedia, popular catalogue in evolution through time, between past, present and future.

LA PIAVE is an open, multidisciplinary instrument for talking about water as a common good. Its action-research lab expresses the need to rediscover the river’s full potential, from spring to mouth, calling on citizens, public administrators, organisations, associations and universities to take part. The aim is to affirm the river’s cultural identity, moving beyond the narrow, purely local view of the river offered today.

What emerges is a public expression of this shared desire, seeking to restore the complex cultural and geographical variety that has always shaped this aquatic land — an active part in shaping the current perception of the river through real and virtual actions carried out along its course. It raises awareness of the different but essential patterns and logics underlying our relationship with nature and water: an irreducible element, at once identical and different, restless and unpredictable, ductile and enduring, essential to life.

220 km

Siamo partiti da 2037 metri sul livello del mare e siamo arrivati a quota 0. Da Sappada, dove nasce la sorgente del fiume Piave, abbiamo seguito il corso d’acqua tra i laghi di Calalzo di Cadore e gli antichi mestieri artigianali di Perarolo di Cadore. Abbiamo attraversato i boschi di Castellavazzo, raggiunto Ponte nelle Alpi, per arrivare nel Feltrino, dove il paesaggio collinare si apre e il torrente diventa fiume. Oltre le sue rive si ammirano i vigneti e la campagna veneta, che si estendono per chilometri oltre Valdobbiadene. Il fiume scorre poi lungo il Montello, di formazione carsica e segnato da doline, diventando parte di un ampio paesaggio tipico del suo medio corso, con un letto ghiaioso sempre in movimento. Il fiume raggiunge Ponte di Piave, dove iniziano la pesca e la navigazione, poi San Donà di Piave e le terre bonificate. A Jesolo ed Eraclea la foce si apre in un delta di lagune incontaminate, animato dal turismo.

Un processo di conoscenza, un’esplorazione, un’azione-ricerca condotta con i piedi, gli occhi e le mani: LA PIAVE è un cammino di 220 km attraverso una terra d’acqua sfuggente e iridescente, dove il micro e il macro si fondono, dove scienza e natura, finzione e racconto si parlano.

Rappresenta il desiderio del fiume — delle sue rive, di vivere il fiume come luogo di incontro e aggregazione: il bisogno di navigarlo ancora, di stare in esso come in un grembo materno.

Il fiume diventa, qui, fonte di identità: un essere vivente in cerca del proprio spazio fisico di movimento, che afferma una dimensione comune in cui l’azione umana possa convivere in equilibrio.

Attraverso racconti, cultura, eventi, tradizioni ed economie che gli appartengono, una comunità parla al fiume — costruendo un catalogo contemporaneo, multimediale e popolare, in evoluzione nel tempo, tra passato, presente e futuro.

LA PIAVE è uno strumento aperto e multidisciplinare per parlare dell’acqua come bene comune. Il suo laboratorio di azione-ricerca esprime il bisogno di riscoprire il pieno potenziale del fiume, dalla sorgente alla foce, chiamando a partecipare cittadini, amministratori pubblici, organizzazioni, associazioni e università. L’obiettivo è affermare l’identità culturale del fiume, superando la visione ristretta ed eccessivamente locale che se ne ha oggi.

Ne emerge un’espressione pubblica di questo desiderio condiviso, che cerca di restituire la complessa varietà culturale e geografica che da sempre caratterizza questa terra d’acqua — una parte attiva nella costruzione della percezione attuale del fiume, attraverso azioni reali e virtuali svolte lungo il suo corso. Accende l’attenzione su logiche e dinamiche diverse ma essenziali del nostro rapporto con la natura e con l’acqua: elemento irriducibile, insieme identico e diverso, inquieto e imprevedibile, duttile e persistente, necessario alla vita.